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scheda racconto

Istanbul - ponte del 25 aprile

Scritto il 06-05-2008 da ernesto

Una delle città più friendly che abbia mai visitato. Un'atmosfera serena di festa continua, quasi da sagra paesana unita al fascino del diverso ma anche un pò simile.
Queste sono state le sensazioni che da subito ci hanno avvolto non appena ci siamo addentrati tra i vicoli del “centro storico” di Istanbul.

Facciamo un po’ di cronaca: 25 Aprile, partenza dall’Aeroporto Marco Polo di Venezia alle 12,55 con volo di lineaTurkish e arrivo a Istanbul alle 16,20 locali. Appena recuperati i bagagli, cambiamo un po’ di Euro con Lire Turche, anche se nei giorni seguenti scopriremo che nei negozi e ristoranti accettano ben volentieri anche gli Euro … ovviamente con cambio meno favorevole.
Proprio sotto al salone degli arrivi dell’aeroporto di Istanblul prendiamo la metro di superficie che con € 0,70 , dopo 6 fermate ci porta fino a Zeytinburnu da dove prendiamo un’altra linea che dopo 15 fermate, e altri € 0,70, ci porta a destinazione nelle vicinanze del nostro Hotel, il tutto in meno di cinquanta minuti.
-Trasporti pubblici: in cinque giorni non abbiamo mai preso un taxi. Non ce n’è stato bisogno. La metro di superficie e gli autobus funzionano benissimo ( così come i nostri poveri piedi) e servono tutte le zone della città. Anche per arrivare in Centro dall’Aeroporto il mezzo migliore è la metro di superficie . Una corsa costa cira € 0,70, ma si può fare una “tessera” prepagata ( Akbil) con la quale si ha uno sconto del 10% circa. Ad ogni fermata c’è un “botteghino” dove si possono acquistare i biglietti, pardon i gettoni ( jetons) o la prepagata che potrete ricaricare secondo le Vostre necessità. La Akbil prima di partire va restituita , così vi rimborsano i € 3 di cauzione. Per gli autobus il biglietto si può fare a bordo ( …ma non sono sicuro che che sia così per tutti gli autobus J ) . Oltre all’economicità dei trasporti pubblici di Istanbul, c’è da considerare che la metro gode di corsie riservate, per cui gli spostamenti in citttà non risentono del traffico caotico in cui sono imbottigliate le auto.
-Mangiare : Il kebab, in tutte le salse, non manca mai, come pure i venditori di castagne e focacce ( ottime !!!), le pasticcerie con i dolci al miele e pistacchi sono ovunque , e al solo guardare le vetrine ti si cariano i denti. Vedrete gente mangiare a tutte le ore del giorno, comodamente seduti ai tavoli di un ristorante o camminare tra la folla addentando un Kebab, una pannocchia o qualche altra leccornia del posto. Ma ci sono anche molte “tavole calde” a buffet dove ci si può scegliere cosa e quanto si vuole scegliendo tra piatti di cereali , legumi, peperoni e melanzane accompagnati da carne di montone , purè di patate e l’immancabile yogurt, usato dai locali, a ragione, anche come bevanda. Ovviamente essendo una città sul mare non poteva mancare il pesce. E allora pote passare dai ristoranti sistemati sotto al Ponte Galata a quelli della più rinomata zona di Beyoglu e in particolare di “Via” Nevizade, proprio dietro a Istikal Caddesi ( la strada dello struscio che porta a Piazza Taksim) . Attenzione al portafoglio, ovvero non sperate di mangiare tanto a “buon mercato”. I prezzi sono di poco inferiori a quelli di un ristorante italiano, soprattutto se il pesce lo si innaffia con del buon vino bianco.
-La Gente: Per quella che è stata la nostra esperienza, gli Istanbulesi ( si dice così ???) sono stupendi. Quando ci vedevano armeggiare con le piantine della città e discutere sulla direzione da prendere c’è sempre stato qualcuno, dal ragazzino al nonno con i tipici pantaloni larghi e col “fez” in testa, a darci delle indicazioni, a chiederci se avevamo bisogno d’aiuto. Una cordialità e una cortesia uniche. Istanbul è un crociuolo
-Itinerari e cose da vedere: non stò qui a fare il verso alle innumerevoli guide turistiche su Istanbul, ma al di là delle mete più note ( Santa Sofia, Moschea Blu, Moschea di Solimano – in restauro-, Palazzo Topkapi, Gran Bazar , Bazar delle Spezie – deludente-, Toore Galata ecc….) mi sento di segnalare con forza il Museo Kariye ( quartieri occidentali di Istanbul), una ex Chiesa con affreschi e mosaici elegantissimi del 1300. Roba da farti stare con il naso all’insù per un’oretta buona, e una piccola Moschea ( non ricordo il nome) a dx del Bazar delle Spezie- spalle al Bosforo- alla quale vi si accede da un’entrata semi nascosta nel bel mezzo di bancarelle all’aperto, e al cui interno, a differenza delle grandi Moschee o Chiese, si può palpare un’atmosfera di intima spiritualità . Se mi permettete di mischiare il Sacro al Profano non cè che dire: “il buon vino stà nella botte piccola”. Per il resto Istanbul si presta ad essere attraversata in lungo e in largo … così , un po’ ad istinto, senza una meta precisa, immergendosi e godendosi questo continuo ed omnidirezionale via-vai di persone e di odori. Per le pause, riposatevi in uno dei tanti “giardini da tè” , dove potrete dissetarvi e ristoravi con del buon “ciai” ( a me piace con lo zucchero!) , e se proprio volete fare il turco provate il Narghilè con il tabacco alla frutta e menta (?) .
Alla sera, a Istanbul, se volete ascoltare della musica basta fare una passeggiata lungo Istikal Caddesi. Troverete locali per tutti i gusti. Oppure, a Cemberlitas lungo la strada che porta a Sultanahmet – la zona storica-, potete andare a vedere uno spettacolo di musica sufi con i Dervisci rotanti, ( circa 17 € ). Al martedì sera, oltre ai Dervisci, si esibisce anche un gruppo di danze etniche turche. Lo spettacolo è presentato da cani, ma vale la pena di essere visto per assaparorare un po’ di più l’aria di Istanbul e della turchia.
Isomma cinque giorni di goduria e benessere portandoci a casa un ricordo bellissimo, grazie anche a Chiara dell’Agenzia Portotravel, che ci ha trovato un pacchetto economicissimo ma di qualità.
Ernesto

foto e immagini racconto di viaggio Istanbul - ponte del 25 aprile

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